sardegna · viaggi.alexfreenet.com Tutte le regioni →
  1. Viaggi
  2. Italia
  3. Sardegna
Guida alla Sardegna · mare, nuraghi e interno

Un'isola da girare posto per posto.

Spiagge, borghi, natura e nuraghi su una mappa da esplorare, posti poco noti con la loro storia, itinerari già pronti da tre a sette giorni e un modo semplice per scegliere il mare giusto in base al vento.

luoghi sulla mappa
80luoghi sulla mappa
posti poco noti, con la loro storia
10posti poco noti, con la loro storia
itinerari pronti
6itinerari pronti
borghi e città
24borghi e città
Perché andarci

Cinque motivi per scegliere la Sardegna

  1. Un mare diverso ogni giorno

    Le coste guardano in tutte le direzioni: quando il vento agita un versante, sull'altro il mare è calmo. Con un po' di flessibilità si trova sempre una spiaggia limpida.

  2. Una preistoria che non c'è altrove

    Oltre settemila nuraghi, pozzi sacri, tombe dei giganti e un altare di cinquemila anni fa. Su Nuraxi di Barumini è patrimonio UNESCO dal 1997.

  3. L'interno pastorale

    In Barbagia sopravvivono maschere arcaiche come i Mamuthones e il canto a tenore, che l'UNESCO ha riconosciuto patrimonio immateriale dell'umanità.

  4. Trekking tra canyon e falesie

    Il Supramonte, la gola di Gorropu e i sentieri del Golfo di Orosei portano a cale raggiungibili solo a piedi o in barca.

  5. Quattro lingue in un'isola

    Oltre al sardo si parlano il catalano ad Alghero, il tabarchino a Carloforte e Calasetta, il gallurese e il sassarese nel nord.

Atlante

La mappa dell'isola

80 luoghi scelti uno per uno: 24 borghi e città, 13 luoghi di natura, 12 di storia e arte, 31 di mare. La stellina dorata segna i posti poco noti. Tocca un punto per la scheda.

80 luoghi

Posti che pochi conoscono

Dieci posti della Sardegna che pochi conoscono

Non sono nelle classifiche dei luoghi più visti, ma hanno una storia da raccontare e un buon motivo per la deviazione.

★ Borgo · Oristanese e Planargia

Santu Lussurgiu

Santu Lussurgiu

Un paese di pietra dentro il cratere di un antico vulcano, tra boschi e sorgenti. Qui si lavorano ancora a mano i coltelli e le selle.

La storia

Il paese è costruito dentro il cratere di un antico vulcano del Montiferru e ha conservato due tradizioni rare. Ogni Carnevale le coppie di cavalieri lanciano i cavalli al galoppo lungo la strada principale, stretta tra le case, nella corsa chiamata Sa Carrela 'e Nanti; e qui si tramanda il canto a cuncordu, il canto polifonico a quattro voci delle confraternite.

Scheda, perché andarci e dintorni →
★ Borgo · Sulcis e Iglesiente

Carloforte

Carloforte

Sull'isola di San Pietro si parla il tabarchino, un dialetto ligure portato da antichi pescatori di corallo. Casette colorate sul porto e tonno in ogni ricetta.

La storia

Il paese fu fondato nel 1738 da famiglie liguri di Pegli che da due secoli vivevano a Tabarka, un'isola davanti alla Tunisia dove pescavano il corallo; prese il nome dal re Carlo Emanuele III. Nel 1798 i corsari tunisini rapirono quasi mille abitanti, che tornarono liberi solo dopo cinque anni di schiavitù. Per questo qui si parla ancora il tabarchino, un dialetto ligure.

Scheda, perché andarci e dintorni →
★ Borgo · Sulcis e Iglesiente

Sant'Antioco

Sant'Antioco

Un'isola collegata da un istmo, con catacombe, una necropoli fenicia e un museo dedicato al bisso, la seta del mare filata dalla nacchera.

La storia

Qui si è conservata l'arte del bisso, la «seta del mare»: un filato color oro ricavato dai filamenti con cui la Pinna nobilis, una grande conchiglia del Mediterraneo, si ancora al fondo. Già nell'antichità era un tessuto prezioso. Oggi la Pinna nobilis è specie protetta e decimata da una moria iniziata nel 2016, e la raccolta è vietata: il sapere sopravvive in pochi laboratori dell'isola.

Scheda, perché andarci e dintorni →
★ Borgo · Barbagia e Supramonte

Gavoi

Gavoi

Case di granito, il lago di Gusana e il fiore sardo, il pecorino tradizionale dei pastori. Un paese di montagna tranquillo e ospitale.

La storia

Gavoi è un paese di granito della Barbagia di Ollolai dove si produce il fiore sardo, il pecorino dei pastori stagionato nelle cantine di pietra. Dal 2004 ogni estate ospita «L'isola delle storie», un festival letterario che porta scrittori da tutto il mondo nelle piazze e nei cortili del paese. Sotto il paese c'è il lago di Gusana, nato da una diga, circondato da boschi.

Scheda, perché andarci e dintorni →
★ Borgo · Golfo di Orosei e Ogliastra

Ulassai

Ulassai

Un paese sotto i tacchi di calcare, con la grotta di Su Marmuri e le opere di Maria Lai, che legò l'intero paese con un nastro celeste. Arte e montagna insieme.

La storia

L'8 settembre 1981 l'artista Maria Lai, nata qui, legò l'intero paese alla montagna con chilometri di nastro azzurro passato di casa in casa: l'opera si chiama «Legarsi alla montagna» e riprende una leggenda locale su una bambina salvata da un nastro celeste durante una frana. Oggi le sue opere sono sparse per le strade e nel museo Stazione dell'arte.

Scheda, perché andarci e dintorni →
★ Natura · Cagliari e il sud

Giara di Gesturi

Gesturi

Un altopiano basaltico dove vivono i cavallini della Giara, piccoli cavalli selvatici. In primavera gli stagni temporanei, i «paulis», si riempiono di fiori.

La storia

La Giara è un altopiano di basalto alto circa seicento metri, piatto come un tavolo e lungo una dozzina di chilometri, dove vivono in libertà i cavallini della Giara: piccoli cavalli selvatici che nessuno sa con certezza come siano arrivati sull'isola. In inverno e in primavera la pioggia riempie i «paulis», stagni poco profondi dove i cavalli si abbeverano tra i ranuncoli in fiore.

Scheda, perché andarci e dintorni →
★ Storia e arte · Oristanese e Planargia

Pozzo sacro di Santa Cristina

Paulilatino

Una scala di pietra perfetta scende verso l'acqua dentro un pozzo nuragico. Nei giorni giusti la luce della luna entra fino in fondo.

La storia

Il pozzo è un tempio dell'acqua dell'età nuragica, costruito circa tremila anni fa con blocchi di basalto tagliati con una precisione che sembra moderna. Agli equinozi il sole scende lungo la scala e illumina l'acqua; secondo gli studi di archeoastronomia, ogni 18 anni e mezzo circa la luna piena si allinea con l'apertura della cupola e si specchia sul fondo. Accanto c'è una chiesetta campestre con le casette per i pellegrini delle novene.

Scheda, perché andarci e dintorni →
★ Storia e arte · Barbagia e Supramonte

Villaggio di Tiscali

Dorgali

Un villaggio nuragico nascosto dentro una dolina crollata, in cima a una montagna del Supramonte. Si arriva solo a piedi, ed è parte del fascino.

La storia

Il villaggio è nascosto dentro una dolina, una grande cavità carsica crollata in cima al monte Tiscali, nel Supramonte di Oliena e Dorgali. Le capanne in pietra furono abitate dall'età nuragica fino all'epoca romana e oltre: un rifugio invisibile dall'esterno, forse usato dalle popolazioni dell'interno per sfuggire ai controlli dei conquistatori.

Scheda, perché andarci e dintorni →
★ Storia e arte · Nord-ovest e Alghero

Altare di Monte d'Accoddi

Sassari

Un altare a gradoni di oltre cinquemila anni fa, unico nel Mediterraneo: ricorda le ziggurat della Mesopotamia. Si trova in campagna tra Sassari e Porto Torres.

La storia

È un altare a terrazza costruito oltre cinquemila anni fa dalle comunità del Neolitico finale, rifatto e ingrandito più volte: in Europa occidentale non esiste niente di simile, e la forma ricorda le ziggurat mesopotamiche. Fu riconosciuto e scavato dall'archeologo Ercole Contu a partire dal dopoguerra; davanti alla rampa ci sono ancora un menhir e una grande lastra di pietra forata.

Scheda, perché andarci e dintorni →
★ Storia e arte · Nord-ovest e Alghero

Necropoli di Anghelu Ruju

Alghero

Decine di «domus de janas», le case delle fate: tombe scavate nella roccia, con incisioni a forma di corna di toro. Una delle necropoli prenuragiche più grandi.

La storia

La necropoli fu scoperta nel 1903 mentre si scavava per piantare le vigne della tenuta Sella & Mosca, e fu scavata subito dopo dall'archeologo Antonio Taramelli. Le tombe, scavate nella roccia oltre cinquemila anni fa, sono le «domus de janas», le case delle fate della tradizione sarda: alcune hanno ancora incise sulle pareti le corna di toro, simbolo di forza e fertilità.

Scheda, perché andarci e dintorni →
Itinerari

Da tre a sette giorni

Percorsi pensati per non passare la vacanza in macchina: poche basi, tappe vicine e un consiglio per quando il vento cambia i piani.

3 giorni

Cagliari e il sud

Una città di mare, rovine fenicie sull'acqua e le spiagge più fotografate della costa meridionale. Si dorme sempre nello stesso posto.

Dove dormire: CagliariTappe: 8
  1. G1

    La città dall'alto e dal mare

    Mattina a piedi nel quartiere di Castello e sui bastioni, pranzo vicino al mercato. Pomeriggio al Poetto e, verso sera, i fenicotteri negli stagni di Molentargius.

  2. G2

    Nora e la baia di Chia

    Prima le rovine di Nora con il mare che entra nel teatro, poi le dune e la torre di Chia. Il tramonto si guarda dalla strada panoramica verso Tuerredda.

  3. G3

    Capo Carbonara

    Verso Villasimius: Porto Giunco con lo stagno di Notteri e le due calette di Punta Molentis. Scegli il lato più riparato in base al vento.

Consiglio. Se cambia il vento: con il maestrale la costa sud è spesso la scelta giusta.

Itinerario completo, giorno per giorno →

Che vento tira

La spiaggia giusta per il vento di oggi

In Sardegna il vento decide il mare: dove soffia da terra l'acqua è calma e limpida, dove arriva dal largo ci sono onde e alghe. Scegli da dove soffia e guarda quali spiagge sono riparate.

Tramontana (N)
Vento freddo da nord, più frequente in inverno. Agita la costa nord e le Bocche di Bonifacio; il sud resta riparato.
Grecale (NE)
Arriva da nord-est e porta mare mosso in Gallura e sulla costa orientale. Ovest e sud-ovest sono la scelta giusta.
Levante (E)
Soffia da est e alza le onde sulla costa orientale. È il giorno per Alghero, il Sinis e il sud-ovest.
Scirocco (SE)
Caldo e umido, da sud-est. Rende mossa la costa sud-est e l'Ogliastra; ovest e nord sono più calmi.
Ostro (S)
Vento da sud, meno frequente. Colpisce la costa meridionale: meglio il nord e la Gallura.
Libeccio (SO)
Da sud-ovest, porta onde lunghe sulla costa ovest e sul Sulcis. La costa est e il nord-est sono riparati.
Ponente (O)
Da ovest, colpisce in pieno la costa occidentale. La costa orientale è di solito un lago.
Maestrale (NO)
Il vento più tipico dell'isola, da nord-ovest: fresco, limpido, a volte fortissimo. Ovest e nord si agitano, est e sud restano calmi.

La stima tiene conto solo di come è orientata la costa, non di onde lunghe, correnti o vento forte che gira attorno ai promontori. Prima di partire guarda sempre un bollettino del mare.

Storia

Cinquemila anni in sette tappe

  1. IV-III millennio a.C.

    Domus de janas e Monte d'Accoddi

    Le comunità neolitiche scavano nella roccia migliaia di tombe e costruiscono l'altare a terrazza di Monte d'Accoddi, unico nel Mediterraneo occidentale.

  2. XVI-IX secolo a.C.

    La civiltà nuragica

    L'isola si riempie di torri di pietra, i nuraghi, oltre settemila. Accanto nascono villaggi, pozzi sacri, tombe dei giganti e statue come i giganti di Mont'e Prama.

  3. IX-VIII secolo a.C.

    Fenici e Cartaginesi

    I Fenici fondano città sulla costa come Nora, Tharros e Sulky (Sant'Antioco); più tardi l'isola passa sotto il controllo di Cartagine.

  4. 238 a.C.

    Provincia romana

    Dopo la prima guerra punica Roma prende la Sardegna, che diventa granaio e terra di miniere per secoli.

  5. IX-XV secolo

    I Giudicati

    L'isola si divide in quattro regni indipendenti: Cagliari, Arborea, Torres e Gallura. Eleonora d'Arborea promulga nel 1392 la Carta de Logu, un codice di leggi in lingua sarda.

  6. 1323-1720

    Aragonesi, Spagna e Savoia

    La conquista aragonese porta i catalani ad Alghero. Nel 1720 l'isola passa ai Savoia e dà il nome al Regno di Sardegna, da cui nascerà il Regno d'Italia.

  7. 1948

    Regione autonoma

    La Costituzione riconosce alla Sardegna uno statuto speciale di autonomia.

Consigli

Prima di partire

Le cose che non cambiano da un anno all'altro. Orari, prezzi e prenotazioni invece cambiano spesso: verificali sempre sui siti ufficiali.

Quando andare

Giugno e settembre sono i mesi d'oro

Primaverafiori, trekking
Giu · Setmare caldo, meno gente
Lug · Agopieno, caldo
Invernoborghi e feste

A giugno e settembre il mare è già o ancora caldo e le spiagge respirano. Ottobre è perfetto per camminare nel Supramonte.

Muoversi

Serve una macchina, e serve calma

Le spiagge più belle e i paesi dell'interno sono quasi tutti fuori dalle linee dei mezzi pubblici. Le strade di montagna sono lente e piene di curve: conta sempre più tempo di quello che dice il navigatore.

Meglio dormire in due o tre basi che cambiare albergo ogni sera.

A tavola

Cosa assaggiare

  • Culurgiones ravioli di patate, pecorino e menta chiusi a spiga, dall'Ogliastra.
  • Malloreddus gnocchetti sardi, spesso con sugo di salsiccia.
  • Pane carasau e guttiau sottilissimo e croccante, il pane dei pastori.
  • Porceddu maialino arrosto allo spiedo, lentamente.
  • Fregola pasta tostata a palline, con le arselle.
  • Seadas sfoglia fritta con formaggio fresco e miele.
  • Bottarga, pecorino, mirto e Cannonau da portare a casa.
Tradizioni

Le feste da non perdere

  • Sant'Antonio e Carnevale gennaio e febbraio · i fuochi e le maschere della Barbagia, Mamuthones a Mamoiada.
  • Sartiglia Carnevale · la corsa alla stella a Oristano.
  • Sant'Efisio 1° maggio · la processione dei costumi a Cagliari.
  • Cavalcata sarda maggio · costumi e cavalieri a Sassari.
  • Candelieri 14 agosto · i grandi ceri portati a spalla a Sassari.
  • Redentore fine agosto · sfilata dei costumi a Nuoro.
Il vento

Il maestrale comanda

È il vento più frequente: arriva da nord-ovest, è fresco e rende il mare dell'ovest e del nord agitato. In quei giorni la costa est e quella sud sono di solito calme.

Rispetto

Spiagge fragili, regole precise

  • Sabbia, ciottoli e conchiglie non si portano via: è vietato e le multe sono alte.
  • Accessi a numero chiuso in alcune spiagge famose: controlla prima se serve prenotare.
  • Stuoie al posto dei teli dove richiesto, per non portare via la sabbia.
  • Niente fuochi e attenzione alle sigarette: d'estate il rischio incendi è altissimo.
Domande frequenti

Le domande di chi parte

Qual è il periodo migliore per andare in Sardegna?
Giugno e settembre: il mare è già o ancora caldo e le spiagge sono meno affollate. Luglio e agosto sono i mesi più pieni e caldi; ottobre è perfetto per camminare nel Supramonte.
Serve la macchina in Sardegna?
Sì. Le spiagge più belle e i paesi dell'interno sono quasi tutti fuori dalle linee dei mezzi pubblici. Le strade di montagna sono lente: conviene dormire in due o tre basi invece di cambiare albergo ogni sera.
Dove andare al mare con il maestrale?
Il maestrale soffia da nord-ovest e agita la costa ovest e quella nord. Le spiagge riparate sono soprattutto sulla costa est e sud, come Cala Goloritzé, Cala Mariolu, Cala Luna, Tuerredda, Chia, Porto Giunco e Costa Rei.
Quanti giorni servono per visitare la Sardegna?
Con tre giorni si vede bene una zona (per esempio Cagliari e il sud, o la Gallura). Con cinque giorni si combinano mare e interno, con sette si attraversa l'isola lungo la costa est e la Barbagia.
Quali sono i posti meno conosciuti della Sardegna?
Tra i più interessanti e meno affollati ci sono l'altare preistorico di Monte d'Accoddi, il pozzo sacro di Santa Cristina, il villaggio nascosto di Tiscali, i cavallini selvatici della Giara, Ulassai con le opere di Maria Lai e Carloforte, dove si parla un dialetto ligure.
Si può portare via la sabbia dalle spiagge sarde?
No. Sabbia, ciottoli e conchiglie non si portano via: è vietato e le multe sono alte. In alcune spiagge famose l'accesso è a numero chiuso e si usa la stuoia al posto del telo.
Cosa mangiare in Sardegna?
Culurgiones, malloreddus, pane carasau e guttiau, porceddu, fregola con le arselle e seadas con il miele; da portare a casa bottarga, pecorino, mirto e Cannonau.
Indice

Tutti i luoghi, zona per zona

Itinerari

← Tutte le regioni d'Italia